In molte città del mondo, le stazioni ferroviarie stanno smettendo di essere semplici infrastrutture di transito e stanno iniziando a trasformarsi in autentici fulcri di rigenerazione urbana. Spesso collocate in aree strategiche, ma penalizzate da decenni di isolamento infrastrutturale, queste aree rappresentano oggi una grande opportunità per ripensare il rapporto tra mobilità, spazio pubblico e integrazione sociale.

Sono stati sviluppati svariati progetti che vanno in questa direzione. Esempi come quelli di New Rochelle (NY), Parigi, Milano e Vienna dimostrano come sia possibile coniugare rigenerazione urbana e attivazione sociale, facendo delle infrastrutture ferroviarie dei motori per città più eque, accessibili e vivibili. Proviamo a vederli insieme.

Una stazione al centro della trasformazione

Il progetto della stazione di New Rochelle, nello stato di New York, rappresenta uno degli interventi di rigenerazione urbana più significativi dell’area metropolitana a nord della città di New York. New Rochelle, storicamente una città di passaggio e pendolarismo, ha deciso di trasformare la sua stazione ferroviaria e l’area circostante in un nodo strategico per la mobilità, l’abitare e lo sviluppo economico locale.

La stazione è infatti servita sia da Amtrak che dalla Metro-North ed è una delle poche lungo la linea ferroviaria Metro-North a connettere direttamente Manhattan con la regione del Connecticut. Proprio per questo è diventata il “cuore pulsante” di un piano di sviluppo che punta a creare un quartiere con 11.000 nuove unità abitative, di cui il 20% sarà a prezzi accessibili, per evitare fenomeni di gentrificazione estrema. L’area sarà pedonale, ben servita da mezzi pubblici e con un mix di funzioni tra residenze, uffici, spazi commerciali e culturali.

Il progetto ha coinvolto un partenariato pubblico-privato e la riqualificazione non si è limitata solo alla stazione in sé, ma ha riguardato l’intero centro cittadino, con nuovi edifici, spazi pubblici ridefiniti, interventi di arte urbana e un’attenzione particolare alla sostenibilità ambientale.

Un elemento chiave è stato il processo partecipativo, con la comunità locale coinvolta fin dalle prime fasi nella definizione delle priorità del progetto. Questo ha permesso di mantenere un equilibrio tra la crescita urbana e la tutela dell’identità storica (per gli standard statunitensi) della città, che risale al XVII secolo e ha un forte patrimonio culturale.

Il risultato è un modello di rigenerazione replicabile: una piccola città che si reinventa come hub metropolitano, puntando su un’idea di città compatta, dinamica e connessa, capace di attrarre nuove generazioni, investimenti e opportunità lavorative, senza perdere la propria scala umana.

Le stazioni come spazi civici e sociali

Anche Parigi sta investendo nella trasformazione delle sue stazioni. A Gare du Nord e nella nuova stazione di Saint-Denis Pleyel, progettata per i Giochi Olimpici 2024, il focus è sul ruolo delle stazioni come spazi pubblici multifunzionali. Oltre alla mobilità, questi luoghi ospitano servizi, cultura, commercio e verde urbano. Il progetto di Saint-Denis si distingue per l’uso della co-progettazione con i residenti

Saint-Denis rappresenta infatti un’area a vocazione storicamente popolare, con una forte componente multiculturale e un alto tasso di disoccupazione. La zona attorno alla stazione ferroviaria, pur strategica per la mobilità metropolitana, era percepita come degradata e insicura.

Il progetto riguarda la riqualificazione dell’area intorno alla stazione ferroviaria, in vista delle Olimpiadi 2024, è stato sviluppato con attenzione alla sostenibilità sociale e alla permanenza degli abitanti.

Strategie di coinvolgimento sociale hanno visto nella co-progettazione uno degli elementi fondamentali, attraverso atelier partecipativi con abitanti, associazioni e commercianti.

Inoltre, si è fatto ricorso a intervento di urbanismo tattico con sperimentazioni temporanee (arredi urbani, eventi, mercati) per testare usi dello spazio.

Nel progetto è stata prevista fin da subito una presenza territoriale costante con info-point e mediatori culturali nei quartieri. Questo ha permesso di adattare il progetto secondo il feedback della popolazione

Infatti, oltre a obiettivi di rigenerazione architettonica erano stati considerati da subito degli obiettivi sociali imprescindibili quali migliorare la qualità della vita quotidiana (sicurezza, pulizia, accessibilità), rafforzare il senso di appartenenza e fiducia nel cambiamento, prevenire processi di gentrificazione e sostituzione sociale.

Tutto questo nell’ottica di trasformare Saint Denis in un quartiere più connesso, accogliente e vissuto, con una cittadinanza protagonista delle trasformazioni urbane.

 

Gli scali come motori per quartieri sostenibili

Milano rappresenta un altro caso di rigenerazione ferroviaria su larga scala. I sette scali dismessi della città sono oggetto di un ambizioso piano di riqualificazione che prevede nuovi quartieri, parchi, housing sociale e infrastrutture per la mobilità dolce. Particolarmente emblematico è lo Scalo di Porta Romana, futuro villaggio olimpico e cuore di un nuovo quartiere verde e connesso. Il modello è quello della governance multilivello in cui Comune, FS Sistemi Urbani, operatori privati e comunità locale lavorano insieme su masterplan integrati.

Di particolare interesse il fatto che il Villaggio Olimpico 2026 è stato progettato per essere trasformato dopo i Giochi in studentato e housing sociale, con edifici NZEB (a energia quasi zero) e attenzione alla qualità ambientale.

Verrà creato un grande parco urbano lineare di circa 100.000 m² (oltre il 50% della superficie totale) e verranno integrate le cosiddette infrastrutture verdi e blu (alberi, orti, vasche di raccolta delle acque piovane).

Tutto il progetto è stato pianificato per ridurre l’impatto ambientale attraverso materiali sostenibili, energia rinnovabile, mobilità dolce.

L’idea che il progetto punta a realizzare un quartiere “climate responsive”, capace di quindi rispondere alle sfide ambientali e sociali, mantenendo un equilibrio tra investimenti privati e beni collettivi.

Una stazione smart per un quartiere accessibile

Il progetto della Hauptbahnhof di Vienna, la nuova stazione centrale della capitale austriaca, è molto più di un’infrastruttura ferroviaria: è un grande intervento di trasformazione urbana che ha cambiato radicalmente il volto di un’intera parte della città. Sorta al posto delle precedenti Südbahnhof e Ostbahnhof, la nuova stazione è stata immaginata fin dall’inizio come un nodo strategico del trasporto europeo, ma anche come un’occasione per rigenerare un’area dismessa e ricucire il tessuto urbano, creando un quartiere moderno, sostenibile e socialmente accessibile.

La costruzione della stazione ha permesso di liberare oltre cento ettari di terreno, che sono stati trasformati in un nuovo quartiere residenziale e direzionale (Sonnwendviertel). Intorno all’infrastruttura ferroviaria è nato così un pezzo di città con funzioni miste: migliaia di appartamenti (di cui una parte destinata a edilizia sociale e a prezzi calmierati), uffici, servizi, negozi, scuole, aree verdi e spazi pubblici. Cuore verde dell’intervento è l’Helmut-Zilk-Park, un grande parco lineare che unisce i quartieri, favorisce la biodiversità e offre ai residenti un’oasi di natura e benessere.

Il progetto ha avuto una forte attenzione alla sostenibilità ambientale e alla mobilità integrata. La nuova Hauptbahnhof è facilmente accessibile a piedi o in bicicletta, e perfettamente connessa alla rete dei mezzi pubblici urbani e metropolitani. Gli edifici realizzati seguono alti standard energetici, con uso di fonti rinnovabili, tetti verdi e sistemi di raccolta delle acque piovane. Il quartiere è stato progettato per ridurre al minimo l’uso dell’auto privata, privilegiando trasporti pubblici e dolci.

Anche la dimensione sociale è stata centrale: non si è trattato solo di un progetto immobiliare, ma della costruzione di un nuovo pezzo di città vissuta, con servizi pensati per le famiglie, gli studenti, le fasce vulnerabili e gli anziani. Il quartiere attorno alla Hauptbahnhof oggi è un esempio di urbanistica integrata, dove convivono la funzione infrastrutturale, la residenza, il lavoro e la vita pubblica, in uno spazio accessibile, verde e connesso.

Pratiche condivise

Come si diceva all’inizio le stazioni del XXI secolo non sono più solo luoghi di transito. Diventano sempre più “portali urbani” in cui si concentrano mobilità sostenibile, innovazione sociale e trasformazione dello spazio pubblico. Dagli esempi che abbiamo appena esaminato emergono alcune interessanti pratiche condivise per fissare dei “paletti” sul tema.

La prima è il TOD (Transit-Oriented Development) ovvero un modello urbanistico che promuove lo sviluppo compatto e misto intorno a nodi di trasporto pubblico (es. stazioni ferroviarie, metropolitane). Mira a ridurre l’uso dell’auto, incentivare la mobilità sostenibile e rendere i quartieri più vivibili. Le aree TOD integrano abitazioni, uffici, negozi e servizi di prossimità vicino all’area ferroviaria, favorendo l’inclusione sociale e l’efficienza ambientale.

La seconda è quella di mettere al centro della rigenerazione lo spazio pubblico, piazze, parchi, percorsi ciclabili, pensati come nuovi luoghi di comunità, fondamentali per far “vivere” l’area e non permettere che venga abbandonata dopo i periodi di punta.

La terza e fondamentale pratica è quella di prevedere un housing accessibile, per evitare la gentrificazione e garantire inclusione, perché se no tutti gli sforzi fatti per la rigenerazione diventeranno vani.

In tutto questo la partnership pubblico-privato è ormai un elemento quasi imprescindibile per garantire la fattibilità economica da una parte, ma anche la visione condivisa dall’altra.

Infine, una governance integrata, dove la collaborazione tra enti pubblici, privati e cittadini consente che quelli considerati fino a poco prima dei posti temporanei diventino luoghi fruiti e trasformandosi quindi nella chiave per lo sviluppo di città sostenibili e connesse.

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Per approfondire:

New Rochelle Unveils Design Concept for the City’s Transit Center, Westchester, Ryan Noel

Urbanistica. Scalo di Porta Romana, il team guidato da OUTCOMIST con il progetto Parco Romana vince il bando per il masterplan preliminare di rigenerazione urbana, Comune di Milano

Da scalo ferroviario a nuovo brano di città, Fondo Scalo Romana

La gare Saint-Denis-Pleyel, joyau du métro du Grand Paris, du projet à la réalité, Le Monde, Isabelle Regnier

Demolition in regeneration megaprojects: The case of Wien Hauptbahnhof, Geographia Polonica, January 2019, Piotr Kosmowski