Negli ultimi anni Parigi ha trasformato le sue logiche di utilizzo delle aree cittadine e della infrastruttura di trasporto. Ciò è avvenuto con una notevole riqualificazione degli spazi, partendo da una logica di disincentivazione di utilizzo dei mezzi privati inquinanti e dalla promozione di modalità di trasporto alternative e sostenibili.

La capitale francese viene per questo viene considerata una pioniera nella riallocazione e riconfigurazione dello spazio urbano verso altre modalità di fruizione. Ciò che impressiona non è solo questo ruolo, ma anche, e forse soprattutto, la velocità e la portata di questa trasformazione. Parigi prevede infatti di eliminare completamente le emissioni inquinanti entro il 2050, con l’obiettivo anche di  ridurre l’impronta di carbonio dell’80% rispetto ai livelli del 2004.

Per capire ciò che sta succedendo a Parigi possiamo analizzare nel dettaglio ciò che è avvenuto partendo dagli ultimi anni per renderci conto di come si stia sviluppando il progetto.

Un progetto ambizioso sviluppato nel tempo

Tra la fine del 2023 e il 2024, per esempio, è stato indetto un referendum cittadino per triplicare le tariffe di sosta per i SUV dei non residenti. Il referendum ha registrato una vittoria del “Sì”, con grande soddisfazione della sindaca di Parigi Anne Hidalgo, anche se i votanti non sono stati molti. La proposta è però solo una delle azioni parte di un ampio piano approvato dalla sua amministrazione per disincentivare l’utilizzo delle auto.

Il referendum era stato promosso, oltre che da gruppi di attivisti, anche da molti residenti che si erano lamentati per il traffico intenso, la mancanza di spazi verdi e la scarsa sicurezza per i pedoni. Ma questo è stato solo uno dei tanti passi fatti dall’amministrazione parigina. Mese dopo mese, anche sfruttando la spinta delle recenti olimpiadi, Parigi è diventata infatti un esempio che tutti i centri urbani dovrebbero prendere in considerazione. La capitale francese, fino a una dozzina d’anni fa, aveva un approccio alla mobilità piuttosto standard. Nel 2014 però, con la nuova amministrazione, tutto è cambiato e in poco tempo. Da allora sono stati realizzati 1.300 chilometri di nuove piste ciclabili, implementati 45.000 ettari di nuovi parchi e piantati 150.000 nuovi alberi.
Ciò ha portato a una riduzione delle polveri sottili in città di circa il 40%.

L’evoluzione non si ferma

La novità più recente riguarda un altro referendum cittadino, appena concluso, dedicato alla pedonalizzazione di 500 strade della capitale d’oltralpe. L’amministrazione locale, principale promotrice di questa iniziativa popolare, ha infatti intenzione di convertire lo spazio sottratto alle auto in aree naturali e permeabili, fondamentali in ottica di adattamento climatico.
La consultazione non rappresenta un parere vincolante e l’affluenza è stata bassa. Nonostante ciò, la stragrande maggioranza dei votanti si è espressa a favore delle pedonalizzazioni. Ora, al netto delle discussioni sulla rilevanza di questi referendum, a Parigi va riconosciuto il merito di essere andata avanti nella direzione di una città più sostenibile, nonostante le polemiche.

Nelle prossime settimane l’amministrazione definirà quali vie chiudere al traffico e riqualificare come aree verdi. Per riuscirci sarà necessario eliminare migliaia di parcheggi per le auto (si parla di 10-12mila) e pedonalizzare 5-8 strade in ogni quartiere.
Teniamo conto che oggi sono circa 220 le strade di Parigi nelle quali è vietato entrare in auto, su un totale di circa 6.000 vie cittadine. Arrivare a superare, in totale, quota 700 non sarà per nulla semplice, anche perché il “No” al referendum ha vinto in tre arrondissement governati dalla destra, che promette una dura battaglia sul provvedimento. Ma il progetto prosegue nella sua direzione originaria.

Prospettive comuni

Sindaci come Anne Hidalgo a Parigi, ma anche Sadiq Khan a Londra, ci stanno insegnando che per cambiare le città, ridimensionando il ruolo dei mezzi inquinanti privati, bisogna avere sempre più il coraggio di essere impopolari, permettendo alle persone di toccare con mano il cambiamento. Solo così si potrà dare ai centri urbani un reale sviluppo sostenibile e contenere, contemporaneamente, i danni ormai inevitabili indotti dall’adattamento climatico.

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Per approfondire:

A Parigi è passato un referendum per vietare le auto in 500 strade, Il Post

Parigi è sempre più ciclable: l’ambizioso e controverso di Hidalgo che ha trasformato la capitale francese, The bottom-up, Veronica Gennari

Effects of the Plan Vélo I and II on vehicular flow in Paris – An Empirical Analysis, arXiv, Elena Natterer

La ciliegina sulla torta del capolavoro di Anne Hidalgo a Parigi, Greenkiesta, Fabrizio Fasanella

Il piano di Parigi per sostituire 60.000 posti auto con nuovi alberi, Lifegate, redazione