Singapore, la città stato del Sud Est Asiatico, sta vivendo profondi cambiamenti che ne stanno migliorando in meglio la vivibilità.
Sotto la spinta propulsiva dell’Agenda 2030, Singapore sta puntando sulla qualità della vita dei suoi abitanti, attraverso, ad esempio, un maggiore accesso ad aree verdi e promuovendo uno stile di vita sano, basato sullo sport e l’attività fisica. Ad oggi, Singapore è l’unica area urbana del pianeta ad essere una delle 6 Zone Blu. Il termine, coniato dal giornalista del National Geographic Dan Buettner, identifica quelle aree geografiche in cui si riscontra una maggiore longevità fra le persone, grazie (nella maggior parte dei casi) a corretti stili di vita: se per le aree rurali e isolate valgono le tradizioni centenarie e stili di vita radicati nella cultura di quell’area, per Singapore il discorso è diverso. Si tratta di un cambiamento radicale delle abitudini, attraverso politiche sociali attente e il cambiamento – quasi radicale – della stessa città.
Di recente, la città-Stato ha annunciato un grosso progetto di trasformazione urbana espansiva, che mira a rivoluzionare il “Corridoio Nord Sud”, ovvero, la principale strada della città-stato.
Un nuovo progetto di trasformazione urbana
Il progetto nasce da un approccio collaborativo e di co-progettazione con le comunità coinvolte. L’obiettivo è integrare il trasporto pubblico, la mobilità attiva e gli spazi, incentrati sulla comunità, e un corridoio verde lungo ben 21,5km. La priorità è data alla connessione sociale e alla mobilità attiva, a testimonianza dell’importanza degli stili di vita che hanno permesso a Singapore di essere tra le città più longeve. Il progetto del corridoio Nord Sud è stato concettualmente definito come una “riserva di vita”. Sarà suddiviso in quattro sezioni: il segmento “Comunità industriale”, il “Ciclo Ecologico”, il “Corridoio per il Benessere delle persone” e il segmento “Patrimonio Culturale”. Ogni sezione o, appunto, segmento, servirà ad arricchire diversi aspetti della vita urbana, promuovendo al contempo la promozione dell’attività industriale al sostegno del benessere, puntando sull’accessibilità degli spazi pubblici gratuiti.
Le infrastrutture verdi che sorgeranno lungo il corridoio serviranno a collegare i vari quartieri e distretti storici, attraverso una rete di nuovi percorsi pedonali e ciclabili intervallati da ampie zone verdi, ricche di biodiversità. Gli spazi infrastrutturali precedentemente sottoutilizzati diverranno dei veri e propri “hub ecologici”.
Il Corridoio Nord Sud di Singapore non è soltanto un’infrastruttura (in futuro più verde), ma è anche, e soprattutto, una costante nelle vite delle persone della città.
Come scrive una persona che lavora per lo studio architettonico che si è aggiudicato la gara per il rifacimento del corridoio: “Con 10 di noi in un minuscolo appartamento, il corridoio comune è diventato un’estensione della nostra casa, dove abbiamo riso, pianto e costruito un senso di comunità nella nostra nazione da poco indipendente. Questa esperienza ha plasmato la mia comprensione di come gli spazi condivisi possano favorire connessioni profonde, anche negli ambienti urbani più densi. Non stiamo solo ridisegnando una strada; stiamo creando uno spazio vitale che diventerà un modello per la mobilità futura e la vita urbana, in grado di ispirare trasformazioni simili nelle città di tutto il mondo”.
Le altre iniziative
La trasformazione del Corridoio Nord-Sud di Singapore, tuttavia, non è l’unico progetto in programma nel rendere Singapore capitale green.
Tanti progetti sono già stati realizzati, e sono ascrivibili alla più grande iniziativa del Green Plan 2030 della città.
Lanciato nel 2021, il Green Plan di Singapore è guidato da cinque ministeri, e si fonda su quattro principali pillar:
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Energy Reset
Massimizzazione dell’energia solare, inclusi progetti innovativi come il sistema fotovoltaico galleggiante da 60 megawatt a Tengeh Reservoir.
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Sustainable Living
:Potenziamento della mobilità sostenibile, con nuove infrastrutture ferroviarie e ciclabili.
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Green Economy
Decarbonizzazione dell’industria per migliorare l’impronta ambientale.
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Resilient City
Misure per affrontare l’impatto dei cambiamenti climatici, cruciale per un’isola esposta all’innalzamento del mare ed esposta a frequenti mareggiate.
Il proseguimento del piano ha permesso a Singapore di aggiudicarsi il titolo di Città Giardino dell’Asia: un risultato che ha un peso specifico soprattutto per una città che, in passato, ha avuto una storia ambientale travagliata. Nel recente passato, infatti, Singapore aveva perso oltre il 90% delle sue foreste a causa delle coltivazioni intensive di pepe e gambir, una pianta utilizzata per la tintura dei tessuti. Le coltivazioni avevano addirittura provocato il cambiamento del micro-clima e prosciugato le riserve idriche.
Tuttavia, il cambiamento di Singapore non deriva soltanto dall’installazione di nuove infrastrutture verdi o nella realizzazione di parchi e aree pubbliche, ma anche e soprattutto attraverso un attento lavoro di ascolto e coinvolgimento delle comunità, come dimostrato dal più recente progetto sul Corridoio Nord Sud.

La qualità di una città è la qualità della vita dei suoi abitanti
Un altro progetto che ha permesso a Singapore di cambiare la qualità della vita dei suoi abitanti è rappresentato dal Recreation Master Plan. Un progetto che conferma l’attenta pianificazione urbana, sostenibile e inclusiva, della città stato e che dimostra come interventi di rigenerazione urbana possono davvero migliorare il profilo di una città. Il programma punta a migliorare la salute e il benessere dei cittadini attraverso attività ricreative e interventi innovativi, che spaziano dalla costruzione di grandi infrastrutture come porti e stadi, alla riqualificazione di spazi sottoutilizzati, tra cui cavalcavia e aree marginali. Al centro del progetto c’è una visione olistica che integra arte, tradizioni e sport come elementi chiave per la creazione di comunità più coese. Il Recreation Master Plan non si limita a promuovere lo sport e la mobilità dolce: mira anche a trasformare gli spazi urbani in luoghi accessibili a tutti, indipendentemente dalle capacità economiche o fisiche. L’obiettivo è ridurre il traffico automobilistico, favorendo percorsi pedonali e ciclabili che rimangano fruibili anche in caso di condizioni meteo avverse. Il progetto, in un certo senso, sembra aver anticipato, nelle intenzioni, quello relativo al corridoio nord-sud.
Il piano prevede l’aggiunta di nuove aree verdi e il riutilizzo di spazi urbani per creare parchi multifunzionali e reti pedonali che migliorano la vivibilità e l’inclusione sociale. I primi effetti del piano sono già visibili. Quartieri caratterizzati da forti disuguaglianze socioeconomiche stanno vedendo una trasformazione significativa: gli spazi pubblici diventano luoghi di incontro libero, contribuendo a combattere la solitudine e a rafforzare il senso di comunità. L’assenza di barriere economiche nell’accesso a queste aree favorisce una partecipazione inclusiva e trasversale. E migliora la qualità della vita: negli anni ’90, solo l’8% dei singaporiani praticava sport regolarmente; oggi, il 54% della popolazione svolge attività fisica almeno una volta a settimana, e il 26% arriva a tre volte. Questo cambiamento riflette non solo un miglioramento della salute fisica, ma anche un salto culturale che ha reso il movimento e la socialità elementi centrali della vita cittadina.
Singapore dimostra che un cambiamento delle città più vicino alle persone, alla loro salute e alla qualità della vita, mantenendo comunque tradizioni e cultura, è possibile.
E nasce da un attento lavoro di programmazione, collaborazione e ascolto delle comunità.
Per approfondire:
Henning Larsen-Led Team Unveils Master Plan for Singapore’s North-South Corridor Urban Transformation | ArchDaily
Singapore Green Plan 2030 – The Plan
North–South Corridor, Singapore – Wikipedia

