Troppo spesso si è portati a pensare che gli interventi di rigenerazione urbana abbiano a che fare, esclusivamente, con progettualità architettoniche o interventi strutturali. E che la loro durata temporale si esaurisca semplicemente alla fine dei lavori fisici o, se vogliamo ampliarne la portata, dalla progettazione alla messa a terra del progetto. E, per numerosi progetti, in effetti tutto questo corrisponde al vero.
Tuttavia, spesso le città e i quartieri – che per ovvi motivi sono il terreno fertile della rigenerazione – hanno aspetti temporali, burocratici e sociali diversi da quelli immaginati in un progetto di riqualificazione.  

Pop meanwhileCapita sempre più spesso, infatti, che porzioni di città, quartieri o zone dormienti, si trovino a vivere in un limbo fra l’attesa di un’opera e la sua realizzazione. In questi casi, è l’attivazione sociale, ovvero, il coinvolgimento in attività – anche temporanee – delle persone che vivono quel quartiere o quella porzione di città a tracciare la direzione futura e la riuscita del progetto che verrà. Non si tratta, infatti, soltanto di tappare un “buco” temporale, ma di restituire alle persone uno spazio sociale in attesa della sua trasformazione, e soprattutto, di tracciare anche un esempio di come quel posto potrà essere.  

Dal Regno Unito arrivano due esempi di “meanwhile spaces” che – al pari delle “meanwhile cities” di cui avevamo già scritto –  puntano sull’attivazione dello spazio pubblico attraverso le comunità, che possono tracciare la base per progetti di rigenerazione urbana ben fatti.  

Pop Brixton 

Lanciato nel 2015, Pop Brixton rappresenta un progetto pioneristico di Meanwhile Spaces, nel sud di Londra. Nato come progetto temporaneo dalla collaborazione di un’impresa sociale e il consiglio locale, Pop Brixton è luogo e casa di start-up locali, piccole imprese e progetti

Pop_brixton_meanwhilecomunitari di attivazione sociale. Lo spazio sorge su una pista di pattinaggio in disuso, confermando così che la riattivazione di luoghi inutilizzati della città, se condotta con la collaborazione delle persone, può diventare il centro di una nuova socialità.

Per costruire questo luogo, sono stati ri-utilizzati 55 container, che ospitano oggi negozi, ristoranti, chiostri di street food ed eventi di vario genere. Il progetto è oggi riconosciuto a livello internazionale per l’impatto sociale che ha generato, e per l’architettura non convenzionale con cui è composto. Gli spazi temporanei e a prezzi accessibili di Pop Brixton hanno permesso la creazione di 250 posti di lavoro: in un’area dove prima mancava qualsiasi attività lavorativa e di intrattenimento oggi sono presenti attività che operano nel campo della ristorazione, dell’istruzione, del cinema e della salute mentale. Oggi Pop Brixton è una zona viva della città di Londra, che attira un milione di visitatori l’anno e incarna a pieno il rilancio dell’economia locale, guidata da un attento e coinvolgimento della comunità. 

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Peckham Levels 

Sempre nella zona sud di Londra si trova un parcheggio di sette piani abbandonato che è diventato il centro del progetto di attivazione sociale temporaneo Peckham Levels. Fra i vari piani del parcheggio hanno così preso vita co-working, ristoranti, negozi, spazi comunitari. Creando un vivace luogo in un sito una volta vuoto e dismesso. Sulla pagina web di Peckham Levels, si legge che il progetto nasce per “creare cultura”, un luogo di incontro per le arti, l’impresa e l’azione comunitaria.

 Il programma degli eventi che si tengono presso l’ex parcheggio prevede musica, danza, teatro, commedia e arti visive, dando priorità ai lavori e agli artisti del quartiere su cui sorge l’ex parcheggio. Incentivando così la cultura locale e permettendo un maggiore coinvolgimento della comunità.
Al pari di Pop Brixton, anche a Peckham Levels sorgono imprese locali, organizzazioni comunitarie, studi di artisti e sedi di piccole aziende che possono godere degli affitti agevolati possibili grazie alla collaborazione dell’amministrazione londinese. L’obiettivo di Peckham Levels è quello di contribuire a creare un quartiere in cui è facilitato l’accesso alle arti innovative, in cui trovano posto imprese locali e uno spazio affidabile e sicuro per la vita comunitaria, il lavoro, lo studio o anche, semplicemente, lo svago. L’area antistate all’ex parcheggio è stata infatti, in passato, segnata da episodi di violenza e degrado, drasticamente calati una volta che è partito il progetto.  

Meanwhile spaces

Un modello sostenibile di rigenerazione urbana, non privo di criticità 

I due progetti riportati dimostrano come l’attivazione di spazi e comunità, soprattutto in aree ricche, luoghi inutilizzati o prive di una vita sociale possono, effettivamente, imprimere un impatto positivo sull’area. Le ricadute, positive, riguardano più ambiti. Ad esempio, quello economico: il fiorire di piccole imprese e start-up, che possono godere di affitti agevolati favorisce l’innovazione dell’area e partecipa alla creazione di nuovi posti di lavoro. Allo stesso tempo, i palinsesti ricchi di programmi culturali attirano visitatori anche al di fuori dell’area interessata, aumentando il turismo locale e il flusso economico. I vantaggi economici sono estesi anche all’amministrazione stessa: attraverso forme di gestione collaborative, infatti, le autorità locali possono valorizzare aree ed edifici inutilizzati investendo poche risorse. C’è poi l’aspetto sociale. Il senso di comunità viene rafforzato, trasformando quelli che prima erano luoghi trascurati in centri di aggregazione e cultura. Inoltre, l’attivazione sociale nei progetti di meanwhile spaces permette una maggiore diffusione della creatività, ma anche dello spirito collaborativo delle persone, ad esempio, grazie anche alla realizzazione di workshop, eventi e attività artistiche. Ultimo, ma non meno importante, c’è l’aspetto urbano. Luoghi disabitati e fatiscenti riprendono vita, a volte, attraverso investimenti minimi, puntando su estetica e funzionalità. Da questo punto di vista, i meanwhile spaces sono ottimi strumenti per condurre iniziative di rigenerazione urbana attenta non soltanto all’aspetto prettamente urbano ma anche e soprattutto a quello sociale ed economico.
Tuttavia, non mancano alcune criticità. 
La natura a breve termine di questi progetti, ad esempio, può creare incertezza soprattutto per le attività economiche e le piccole imprese, che potrebbero perdere il loro posto una volta che la temporaneità delle iniziative si concluderà verso qualcosa di più definitivo. Sta alla lungimiranza di tutti gli stakeholders garantire che il cambiamento avvenga tenendo ben presente le necessità di chi opera nei quartieri. Allo stesso modo, il potere trasformativo dei meanwhile spaces, specie quando riescono a rivitalizzare aree trascurate, può portare alla creazione di fenomeni di gentrificazione. Infatti, l’arrivo di nuovi visitatori, imprese e investimenti potrebbe avere come effetto quello di un aumento generale dei prezzi, sia per quanto riguarda le abitazioni sia per il costo della vita. Rischiando, in questo caso, di andare a danneggiare direttamente le comunità che hanno beneficiato degli effetti a breve termine. Anche qui, è importante soppesare con lungimiranza e redistribuire in modo equo. Soprattutto nei confronti delle comunità locali, che vanno sempre ascoltate e a cui va garantito l’accesso alle opportunità che un progetto temporaneo di queste tipologie può garantire.  

Per concludere, è chiaro che progetti temporanei come i due riportati, sono un promettente strumento di rigenerazione urbana, capaci non soltanto di cambiare in modo positivo una porzione fisica dello spazio pubblico, ma attivando direttamente le comunità locali in percorsi e attività con evidenti ricadute positive. Bisogna, però, sempre tenere a mente le necessità e i bisogni delle persone: perché è nel loro benessere che va ricercato il successo, quando si parla di rigenerazione urbana.  

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Per approfondire:

Meanwhile Projects Activating Public Space: Lessons from Pop Brixton and Peckham Levels in London, United Kingdom | ArchDaily 

Ephemeral Architectures: Engaging Communities through Temporary Structures | ArchDaily 

 Carl Turner: How to Develop ‘Meanwhile Spaces’ – Commercial Real Estate Developer Interviews: Floorplate | Podcast on Spotify  

 ABOUT US — Pop Brixton 

Meanwhile Space 

Peckham Levels | Culture for the Here and Now