“Il diritto alla città non è solo un diritto individuale di accedere alle risorse urbane: è un diritto di cambiare noi stessi cambiando la città” scriveva nel 2008 David Harvey. Con questa – apparentemente – semplice frase, l’autore di The Right to the City esprime un concetto che probabilmente oggi è più recepibile. I bisogni delle persone e dell’ambiente stanno cambiando, così come le città: tanti centri urbani hanno intrapreso azioni più o meno virtuose in tutti i continenti. Basti pensare a Barcellona, Singapore, Vienna, Parigi, Medellìn di cui abbiamo già abbondantemente scritto. Tuttavia, siamo ancora lontani dal percepire le nostre città veramente a misura d’uomo, donna, bambini e anziani. Già, ognuna delle categorie elencate dovrebbe avere gli stessi diritti garantiti nel loro rapporto con la città. Eppure, non è ancora così. 

Urbanismo tattico

Ne è prova quanto emerso dalle considerazioni del dottor Vivek H. Murthy, Surgeon General degli Stati Uniti (il principale portavoce in materia di salute pubblica della Federazione). Come riportato dal New York Times: “Il rapporto del Surgeon General ha rilevato che nell’ultimo decennio, i genitori hanno riferito di aver sperimentato alti livelli di stress rispetto ad altri adulti”: tanto da spingerlo a definire la genitorialità “una crisi sanitaria pubblica”.  Ma qual è il collegamento fra le città, i loro cambiamenti e le dichiarazioni del dottor Vivek? Quello che manca nelle dichiarazioni di Vivek, secondo quanto riportato da un articolo di Alexandra Lange su Bloomberg City Lab, è stato appunto il non esplorare o considerare che le città, per come sono costituite, sono uno dei principali motivi di questo “stress genitoriale”. I motivi sono semplici: le città costringono i genitori a fare i conti con trasporti e strade che limitano la mobilità libera dei bambini, città che non offrono percorsi pedonali o ciclabili sicuri per raggiungere le scuole, spazi pubblici inadatti o pericolosi per i più piccoli. Tutti questi fattori contribuiscono ad aumentare le risorse (temporali ma anche economiche) necessarie “per essere un genitore”, perché spesso, un bambino in città, tante cose non può farle da solo. 

Uno psicologo clinico, Darby Saxbe, ha parlato di “underparenting”, ovvero, di un cambiamento strutturale che non riguarda esclusivamente misure a sostegno economico per i genitori, ma un cambiamento che riguarda l’intera società e, quindi, anche le città: di ricostruire, continua, “la nostra tolleranza per i bambini negli spazi pubblici” creando “ambienti sicuri in cui i bambini poco sorvegliati possano vagare liberamente”.  

Fortunatamente, alcune città stanno rispondendo con ottime iniziative capaci di garantire ai bambini un maggior grado di libertà, e a permettere ai genitori di diminuire lo stress legato agli ostacoli urbani che impediscono ai loro figli di imparare cos’è l’indipendenza. Fattore chiave nella crescita di ognuno.  

strade scolastiche

Da temporaneo a permanente: Paseo Park a New York 

La richiesta di ambienti a cui si riferisce Saxbe è aumentata particolarmente durante la pandemia, ed il motivo è più che ovvio: le persone, schiacciate in casa fra lavoro (e scuola) a distanza e l’impossibilità di uscire (bambini compresi) hanno acuito i problemi delle famiglie. Alcune soluzioni a questi problemi, durante la pandemia, sono state pensate in modo temporaneo e oggi non hanno lasciato quasi nessuna traccia. Tuttavia, il Paseo Park, nel quartiere Queens di New York è riuscito a diventare permanente dopo la prima sperimentazione temporanea avvenuta proprio durante la pandemia. Si tratta di un parco lineare di più di 2km che, come recita il sito dell’associazione che si occupa del parco, nasce “da un bisogno collettivo di uno spazio di ritrovo sicuro e di connessione con la comunità”. Il parco si è rivelato un ottimo luogo per la sicurezza e il gioco dei bambini. Tanto da spingere le persone ad insistere per la sua permanenza, “felici di non dover inviare messaggi per fare piani, pagare attività dopo la scuola o combattere contro le auto quando – i bambini – imparano ad andare in bicicletta” scrive Bloomberg. Pur non esente da contestazioni, il parco si è rivelato ottimo nel garantire maggiore sicurezza stradale, non soltanto per i bambini: gli incidenti nell’area sono diminuiti del 41%, estendendo – come era prevedibile – i vantaggi all’intero quartiere. La presidente dell’Alliance for Paseo Park, Luz Maria Mercado ha dichiarato “sono cresciuta senza spazi verdi. Quando ero bambina, andavo in giro per il quartiere e guardavo attraverso i cancelli i giardini privati. Adesso penso ai bambini come me, bambini a basso reddito, che sono ora in grado di avere lo spazio che io non avevo”. Come dire: il diritto ad una maggiore e più facile accessibilità ad aree verdi, sicure, di svago non deve per forza essere legato al reddito… 

gioco bambini

Il fenomeno delle strade scolastiche 

La possibilità per i bambini di recarsi autonomamente a scuola è ostacolata, quasi sempre, dai pericoli stradali a cui siamo tutti esposti quotidianamente, ancor maggiori per i più giovani. Le strade scolastiche vogliono ovviare a questo problema, rendendo sicuro il tragitto casa-scuola: oltre ad una maggiore sicurezza, questa pratica alleggerisce il carico di responsabilità dei genitori, che così possono avvicinarsi all’ “underparenting” ipotizzato dal dottor Saxbe. E accresce il diritto dei più giovani ad una maggiore sicurezza e indipendenza. 

Le strade scolastiche sono aree/percorsi in cui il traffico automobilistico è vietato per favorire la mobilità libera durante il tragitto casa scuola dei bambini. Negli ultimi anni, molte città europee (e non solo) stanno abbracciando questa pratica, supportate dalla volontà delle comunità locali: i benefici, infatti, non sono solo appannaggio di giovani e giovanissimi, ma di tutti. Le strade scolastiche sono di fatto percorsi pedonali che spesso aggiungono verde dove prima non c’era. Contribuiscono ad abbassare le emissioni (per circolazione automobilistica ridotta o annullata) e a limitare il rumore dei quartieri. Segnali stradali e percorsi vengono spesso “disegnati” con pratiche tipiche dell’urbanistica tattica, rendendo le strade più identitarie e piacevoli alla vista. La città di Grand, in Belgio, ha cominciato ad esplorare queste soluzioni già nel 2012. A Londra, l’azienda pubblica Trasport for London ha lanciato il programma Stars che coinvolge le scuole nella loro realizzazione. A Barcellona nasce il movimento dal basso “Revuelta Escolar” – che sta già “contagiando” le altre città spagnole – composto da diverse associazioni, genitori ed enti di quartiere, diventando ben presto una forma di protesta contro l’inquinamento, il rumore del traffico e i pericoli per il tragitto casa – scuola dei ragazzi. In Francia, a Parigi, le strade scolastiche sono al centro di un grande programma di cambiamento della metropoli, che mette al primo posto le comunità, il verde urbano e nuove forme di mobilità. In Italia, il dipartimento di urbanistica dell’Università degli Studi di Parma ha aderito al “Gruppo d’iniziativa Strade Scolastiche” (GRISS) nato nel 2023. Anche Milano sta puntando sulle strade scolastiche e Brand for the City ha contribuito alla realizzazione il progetto “A scuola ci andiamo da soli” che, attraverso l’urbanistica tattica promuove l’autonomia di movimento dei bambini grazie anche a una rete di supporto composta dalla comunità di quell’area.   

Ci sarebbero ancora tanti esempi da riportare, tuttavia, riprendendo ancora una volta la citazione di Harvey, il diritto alla città è un diritto collettivo: presuppone però un cambiamento. In noi stessi e nelle città che viviamo.
La strada è quella giusta, ma c’è ancora tanto lavoro da fare: per questo, la collaborazione è un punto cruciale nel migliorare le nostre città per tutti, genitori e bambini compresi. 

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Per approfondire:

A scuola ci andiamo da soli – Brand for the City 

Decolla il Gruppo d’Iniziativa Strade Scolastiche: in campo anche l’Università di Parma | Università degli studi di Parma 

Per ambienti scolastici sicuri e pacificati! Unisciti alla #RevueltaEscolar! 

Cosa dà vita a una Strada Scolastica? – Clean Cities – Italy 

Visit — Paseo Park 

Opinion | Helicopter Parents Should Ignore Their Children More Often – The New York Times 

Today’s Parents: ‘Exhausted, Burned Out and Perpetually Behind’ – The New York Times 

Money for Something: DOT Starts $89M Paseo Park Redesign Outreach – Streetsblog New York City 

To Ease Parenting Burdens, We Need Better Housing and Street Designs, Too – Bloomberg