[4 minuti di lettura]

Le città sono sempre più popolate e la tendenza non pare arrestarsi: secondo l’Archiworld Network fra sei anni il 70% della popolazione mondiale vivrà proprio nelle grandi città. 

A questo aumento costante della popolazione non può che corrispondere un’impennata della domanda di alloggi. Tuttavia, l’offerta di nuove case e appartamenti rimane estremamente bassa, con la naturale conseguenza di un vertiginoso innalzamento dei prezzi. Rispondere a questa crisi costruendo nuovi alloggi richiede un’ingente quantità di tempo, risorse economiche e di suolo. In più, i processi di gentrificazione in atto nei centri urbani, portano all’aumento dell’offerta di affitti brevi destinati per lo più al turismo, partecipando a diminuire ulteriormente la disponibilità di alloggi per chi cerca una soluzione di medio lungo termine.Tactical Housing Copenaghen

 

Il rischio concreto è quello di escludere dalle città una fetta di popolazione sempre maggiore: un problema già attuale dimostrato, ad esempio, dalle proteste che gli studenti universitari italiani hanno portato avanti lungo il 2023. Ma di certo il problema non riguarda solo gli studenti.

Quale possibile soluzione?

Una risposta, seppur temporanea e che potrebbe essere definita di “tamponamento”, può essere rappresentata dal Tactical Housing. Un fenomeno che, al pari del tactical urbanism, cerca di migliorare lo spazio urbano attraverso interventi tempestivi, sostenibili, temporanei e a basso costo per cercare di rendere le città vivibili e accessibili ad un maggior numero di persone.

Il Tactical Housing consiste nella realizzazione di abitazioni modulari in tempi molto rapidi, con materiali di riuso e prezzi accessibili, per rispondere in modo tempestivo alla crescente domanda di unità abitative che le città stanno vivendo.Tactical Housing Barcelona APROP

Realizzati spesso in zone abbandonate, in piccole porzioni dei centri città o in luoghi urbani poco utilizzati, riconvertiti e restituiti alla cittadinanza, i moduli che compongono le abitazioni – come, ad esempio, vecchi container navali – possono essere trasformati e trasportati facilmente per poi essere installati nel luogo prescelto … evitando la creazione di lunghi e rumorosi cantieri!

Per comprendere meglio l’impatto positivo che può essere generato dal tactical housing, è utile guardare in quelle città dove la tecnica è stata implementata con successo.

  

Barcellona e il programma APROP

Tactical Housing Barcellona Aprop

A Barcellona il progetto APROP (Alojamientos de Proximidad Provisionales – alloggi provvisori di prossimità) ha l’obiettivo di combattere l’esclusione sociale delle fasce più deboli e di mitigare gli effetti della gentrificazione. In piccole porzioni di suolo del centro città, sono state realizzate unità abitative temporanee, prefabbricate e quindi di facile collocazione e rimozione, che soddisfano criteri di sostenibilità urbana, ecologica e sociale, rispettando oltretutto i vincoli estetici del centro città. Gli APROP nascono come strutture per l’accoglienza temporanea dei residenti – che vi accedono attraverso un programma dei servizi sociali – permettendo ai cittadini di vivere – in attesa di trovare un alloggio più idoneo o di evitare un sfratto – nei loro luoghi di origine. In questo modo continuano anche a godere di quella socialità che rende i quartieri luoghi vivi e vissuti, e non semplici dormitori. Si tratta, in estrema sintesi, di una risposta agile fornita dall’amministrazione ai problemi non solo abitativi ma anche sociali della città catalana.

 

Copenaghen, i villaggi galleggianti

Se gli APROP di Barcellona nascono da un’iniziativa della pubblica amministrazione spagnola, gli Urban Riggers di Copenaghen nascono dall’idea dello studio architettonico BIG (Bjarke Ingels Group). Sfruttando un’area dismessa del porto di Copenaghen, il gruppo danese ha realizzato – sempre attraverso unità abitative modulari realizzate attraverso container navali – una sorta di “villaggio” galleggiante. Gli Urban Riggers sono piccole abitazioni progettate per rispondere alla sempre maggiore domanda di alloggi a prezzi accessibili, soprattutto da parte degli studenti universitari a cui sono idealmente destinati, anche se tutti possono affittare un modulo. Gli alloggi galleggianti sono dotati di sistemi di produzione di energia idroelettrica sfruttando direttamente l’acqua del mare, e di pannelli solari installati sui tetti, rendendo le unità abitative a zero emissioni e autosufficienti. In più, secondo gli architetti di BIG, vivere – letteralmente – sull’acqua induce negli abitanti una maggiore consapevolezza sulla gestione dei rifiuti e ne modifica in meglio lo stile di vita. Le aree comuni, i terrazzi e i giardini partecipano a creare luoghi di scambio, socialità e convivialità fra gli abitanti delle comunità che si sono create sugli Urban Riggers.Tactical Housing Copenaghen Urban Riggers

 

Un modello replicabile e una risposta efficace

Sia il modello di APROP che il modello degli Urban Riggers possono essere facilmente replicati in altre città grazie alla facilità di realizzazione, il poco spazio necessario e il relativo basso costo di produzione. Pur non rappresentando ancora una soluzione definitiva alla crisi abitativa, rappresentano sicuramente una risposta veloce in attesa di soluzioni dal carattere più duraturo. L’esempio pubblico catalano e il privato danese mostrano inoltre la possibilità della realizzazione di un modello misto. La velocità di realizzazione e il costo dei prefabbricati potrebbe ovviare alle lentezza burocratiche e alle difficoltà economiche del settore pubblico, per rispondere in modo tempestivo a situazioni di crisi che rischiano di escludere dalla società sempre più persone.

Riconvertire aree urbane dismesse, non luoghi, o recuperare spazi prima inaccessibili a pedoni e cittadini– come avviene già con i parklet – per creare comunità e abitazioni sostenibili migliorano inoltre la qualità della vita del quartiere e dei cittadini nello spazio urbano e, in un certo senso, restituiscono le città a chi le vive. Un esercizio di placemaking a tutti gli effetti.

Adottare sistemi vincenti di Tactical Housing potrebbe essere un importante stimolo verso un mutamento delle aree urbane di carattere più duraturo, un cambiamento di paradigma nel modo di intendere la città stessa: più accessibile e sostenibile.

Sperimentare, ibridizzare e innovare il profilo delle nostre città, anche per rispondere in modo tempestivo a situazioni di crisi. È questo l’esercizio creativo che tutti gli attori coinvolti, dalle amministrazioni ai soggetti privati nelle dinamiche dello spazio urbano, ovvero cittadini, amministratori, brand devono imparare a fare, collaborando attivamente.

 

PER APPROFONDIRE:

AWN – Ambiente: Nel 2030 il 70% della popolazione mondiale vivrà nelle città

Urban Rigger

Aprop

designboom – BIG’s urban rigger uses shipping containers to offer floating student housing

urbanNextLexicon APROP: Battle Against Gentrification

 

TORNA ALLA PAGINA NEWS